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domenica 5 ottobre 2014

Sister di ieri e di oggi


La notizia tanto sospirata è infine arrivata: sta per essere pubblicato il primo album di Sister Cristina, conosciuta come suor Cristina, prima di vincere l’edizione 2014 di The Voice of Italy e come Cristina Scuccia da Cosimo ancor prima, quando giunta a Roma con il desiderio di dedicarsi alla danza e al canto incontrò la fede e decise di prendere i voti per la congregazione delle Orsoline. Ma la passione evidentemente era troppo forte, lo ammette lei stessa nel trailer di presentazione pubblicato dalla casa discografica qualche giorno fa, in cui ammette candidamente che il canto è rimasto “il filo conduttore” della sua vita. Strano, ci avevano insegnato che per suore e preti il filo conduttore della vita avrebbe dovuto essere un altro… ma lasciamo stare la facile polemica e andiamo avanti. In realtà il fenomeno suor Cristina subito dopo la vittoria sembrava già offuscato: il suo inedito ‘Lungo la riva’, presentato in finale e firmato da Neffa, era rimasto sempre fuori dalla Top 10 di iTunes, nonostante il gran clamore mediatico (in tutto il mondo, di lei avevano scritto Billboard, il Guardian, il New York Daily News, i suoi video su YouTube avevano avuto centinaia di migliaia di visualizzazioni). Ora ci riprova con un album forse di cover (quasi certamente ci sarà ‘No one’ di Alicia Keys cantata come va di moda oggi, con un profluvio di gorgheggi e birignao). Non è certo il primo esempio di religiosa che si diletta con il canto, i più anziani certo ricorderanno Frate Cionfoli che nel 1982 si presentò a Sanremo con ‘Solo Grazie’; e i più giovani si deliziano sicuramente con i video di tale Don Bruno Maggioni che durante i matrimoni irrompe cantando ‘Mamma Maria’ dei Ricchi e Poveri (tutto vero, verificate pure). Ma questi sembrano e sono dilettanti in confronto a tutto l’apparato mediatico che una major come l’Universal ha assicurato alla nostra orsolina: pagina Facebook (sistercristinaofficial), account Twitter (@SisterCristina) e sito ufficiale (sistercristinaofficial.com). Certo restano i dubbi di cui sopra, ma vsto che anche Papa Francesco usa twitter limitiamoci a criticarla dal punto di vista musicale. O eventualmente a ignorarla bellamente pensando che per noi l’unica Sister degna di nota è quella che cantava Marianne Faithfull tanti anni fa.

domenica 20 gennaio 2013

America the Beatiful



È stata la settimana degli inni: il PD ha scelto con la tipica fantasia della sinistra italiana “Inno” di Gianna Nannini, ovviamente una canzone nata per tutt'altro scopo e con tutt'altre intenzioni; forse le analogie col partito sono più di quelle che pensiamo e comunque in passato era andata anche peggio (Vedi Disco Mix n° 71 http://www.discoclub65.it/disco-mix/archivio-mainmenu-45/3932-disco-mix-71.html). Il Movimento 5 Stelle ha optato per “L'urlo della Rete - Uno che vale Uno", ovviamente deciso dal padre-padrone Beppe, un insopportabile profluvio di retorica in salsa zum-pa-pa, scritto da Leonardo Metalli e Raffaello Di Pietro. Il PDL ha postato un video su Twitter dall'account @berlusconi2013, gestito dai volontari digitali del Popolo della Libertà, la cui canzone, dal titolo “La forza dell'Italia migliore”, è all'insegna della continuità con le precedenti scelte; e il commento ci sembra sufficiente. Per chi proprio non ha niente di meglio da fare un confronto è possibile sul sito repubblica.it, ma noi lo sconsigliamo vivamente. Tutto questo mentre domani il presidente Obama presterà giuramento per il suo secondo mandato, attorniato da Katy Perry, Stevie Wonder, Alicia Keys, Usher, Brad Paisley; Kelly Clarkson canterà “My Country 'Tis of Three”, che quattro anni fa venne cantata da Aretha Franklie mentre a Beyoncé toccherà l'inno nazionale e a James Taylor “America the beautiful”. Non voglio nemmeno provare ad affermare che a una maggiore competenza o gusto musicale corrisponda inevitabilmente una statura politica differente; di certo una qualche gratificazione in più ad essere americani almeno sul piano musicale la si prova ancora. Così non resta che ringraziare Monti (Marx mi perdoni) e Ingroia per non aver provveduto a dotarsi, almeno per ora, di canzone d'ordinanza. Una domanda sorge spontanea: a cosa serve oggi un inno di partito, che peraltro come il nome, si cambia ad ogni elezione?


Un Amore Supremo

In occasione dell'uscita in edicola di A Love Supreme, primo titolo della collezione I Capolavori del Jazz in Vinile, sono andato a ria...